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Muraless Art Hotel, un nuovo modo di fare cultura

Arte e ospitalità si incontrano a Castel d’Azzano, alle porte di Verona: un equilibrio perfetto, che ha meritato al Muraless l’ingresso in WorldHotels, prestigioso marchio di BWH Hotels che aggrega alberghi con design tailor-made

di Michela Chioso

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Nella stanza n. 202/sezione Musica Lirica, Neve utilizza lo spray per rappresentare un ritratto di Turandot, algida e sanguinaria principessa dell'omonima commedia di Carlo Gozzi, resa nota da Giacomo Puccini

A due passi da Verona, città custode di tesori artistici e architettonici senza tempo, il Muraless Art Hotel incarna un’audace visione: fondere l’ospitalità di lusso con l’estetica dirompente dell’arte metropolitana. Un progetto pionieristico, nato da un sogno di Gianmaria Villa, fondatore e presidente Velox Group, che ha saputo leggere l’esigenza del territorio, modulare i servizi sui bisogni emergenti e fare della cultura un volano di innovazione e valorizzazione del tessuto cittadino.

«Nel luglio 2021, durante la pandemia – racconta l’imprenditore – abbiamo avviato la riqualificazione. L’investimento, completamente autofinanziato, ha integrato l’arte nella struttura facendone uno spazio creativo vivente e da vivere. Velox Servizi ha inaugurato il Muraless Art Hotel per mettere in atto una formazione pratica sul campo, affrontando e risolvendo le problematiche del sistema alberghiero italiano direttamente da albergatori. Dopo un periodo di addestramento presso l’Academy al Cairo, dove è stata fondata la filiale Velox Egitto, il personale viene istruito sul fronte teorico e pratico. Questo ha portato alla creazione di una scuola di alta formazione, un ponte culturale tra Oriente e Occidente. La selezione del personale, destinato a operare nelle strutture dei clienti, avviene quindi solo dopo una preparazione individuale estremamente curata». Ecco perché l’ingresso nel gruppo BWH Hotels, con il brand WorldHotels Crafted, «è un riconoscimento sia all’unicità sia all’eccellenza». Un’affiliazione che «colloca Muraless tra gli alberghi d’èlite pensati per chi cerca esperienze di soggiorno gratificanti e su misura, adatte tanto ai viaggiatori d’affari quanto ai viaggiatori per diletto».

Un caleidoscopio di stili

Il Muraless è un museo dove l’arte contemporanea plasma ogni angolo, anche il più appartato. Un processo di rigenerazione urbana - a metà tra il rinnovamento estetico e la rinascita, che ha portato innovazione e freschezza al concetto tradizionale di hotel.
Un turbinio di cromie, di rimandi alla cultura pop, che proiettano nella dimensione onirica del «moodscape architettonico», per usare le parole della curatrice artistica Chiara Canali. Un percorso, immersivo e multisensoriale, nel quale ogni stanza è una tappa del viaggio nella bellezza, un elogio alle eccellenze italiane.
«Nell’impostare il progetto – precisa Canali – ho voluto creare una narrazione site-specific per gli interni dell'hotel, coinvolgendo sia storici writer che emergenti street artist italiani». Le 94 stanze e gli spazi comuni, distribuiti su tre piani, sono diventati tele per oltre 50 street artist di fama internazionale, veri talenti come Etnik, Mr. Fijodor, Octofly che hanno ridisegnato gli ambienti secondo inediti linguaggi creativi. La facciata stessa, firmata da Mr. BrainWash – celebre per i suoi lavori ispirati alla pop art e per la partecipazione al documentario Exit Through the Gift Shop attribuito a Banksy - preannuncia l'esperienza totalizzante che attende l'ospite.

«Il nome Muraless – prosegue Canali - combina murales con mura-less (senza muri), riflettendo l'intento di abbattere barriere e offrire nuove interpretazioni dello spazio. La gestione degli artisti, supportata da Andrea Zamengo (Chill), ha rispettato le scelte tematiche degli autori» che, con tratti ora espliciti ora evocativi, hanno reso omaggio alle personalità della scienza, agli artisti rinascimentali, ai visionari del design, alle icone della moda, alle leggende del grande schermo, ai buoni e ai “cattivi” maestri e perfino alle delizie enogastronomiche. Il tutto «creando opere coerenti con il loro stile, alcune delle quali, tra cui quella di Mr. Save The Wall, saranno completate dagli ospiti nel tempo».

Un caleidoscopio di stili - dall'aerosol art al lettering - che da nuova forma al patrimonio culturale offrendone un'interpretazione non convenzionale. Tinte brillanti si alternano a sfumature rarefatte, giochi di luci a ombre oblunghe, forme geometriche a pennellate gestuali: è il linguaggio dell'estetica metropolitana che con la sua energia dirompente e inclusiva incoraggia il dialogo e l'interazione con l'opera.

Il Muraless delle meraviglie, estasi multisensoriale

Varcare la soglia del Muraless significa lasciarsi avvolgere da un'estasi sinestetica paragonabile a quella sperimentata da Alice quando, entrando nella tana del Bianconiglio, si ritrova in un mondo fantastico e surreale, popolato da creature bizzarre.
Lo sguardo spazia tra infinite narrazioni, apparentemente slegate tra loro, prive di trama; eppure, in grado di creare un senso di continuità, di sequenzialità, di progressione. Gli elementi visivi assumono un significato simbolico aggiungendo strati di profondità al racconto: i colori, le forme, i dettagli evocano emozioni, talvolta incontenibili, stimolando chi osserva a selezionare, interpretare, collegare i diversi elementi per comprendere appieno ogni stanza, ogni storia. Una forma potente di comunicazione che crea metaversi emotivi che fanno di questa esperienza un viaggio nel viaggio. Un cammino di crescita e di scoperta non diverso da quello che ogni individuo affronta nelle varie fasi della vita. Un gioco a metà tra la logica e l’assurdo, il serio e il faceto, che invita a mettere in discussione ciò che chiamiamo realtà e a privilegiare il pensiero creativo, senza mai prendersi troppo sul serio. Ed è proprio questo a rendere l’esperienza al Muraless adatta a una clientela ampia e diversificata. Un’esperienza che, in un futuro non lontano, potrà forse essere resa accessibile e partecipativa anche agli ospiti con disabilità attraverso soluzioni come percorsi tattili, audioguide, realtà aumentata. Un paradigma di accoglienza inclusiva che fa dell'arte uno strumento di coesione sociale e di elevazione spirituale davvero per tutti.

L'alchimia dei visionari

Un capolavoro urbano, quindi, risultato dell'alchimia tra la mente visionaria di Gianmaria Villa e le competenze di un team d'eccellenza composto da Oscar Chemello, Chiara Canali, Andrea Zamengo, la Galleria Deodato Arte e figure come Laura Sancassani. Un sogno divenuto realtà grazie al supporto di partner prestigiosi come BWH Hotels e il brand WorldHotels Crafted, che hanno creduto nell'unicità di questa proposta.

Un faro d'avanguardia nel panorama dell'ospitalità che incarna i principi di sostenibilità e valorizzazione del territorio.
Posizionato strategicamente per una clientela di alto profilo e concretamente proiettato verso l’inclusione, a due passi all'autostrada, dal polo fieristico di Verona e dai parchi del Garda, questo gioiello urbano è destinato a diventare il nuovo punto di riferimento per il turismo culturale d'eccellenza. Quello “spazio delle meraviglie” dove gli street artist inseguono nuovi orizzonti, mentre il mondo fuori traccia nuovi confini.

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Nella stanza 282/sezione Design, Chill, alias Andrea Zamengo, utilizza la tecnica Mixed Media per rendere omaggio a Piero Fornasetti reinterpretando la sua musa, Lina Cavalieri, ispiratrice della serie "Temi e variazioni".